Il cliente ha scelto di affidarci tutti i tre progetti per un motivo preciso: gestire tre brand diversi con uno sguardo unitario. Non servivano tre percorsi separati, ma una regia capace di leggere le differenze, valorizzarle e trasformarle in un sistema coerente, intelligente e riconoscibile.

Cariplo FactorySfide
In poche parole
Cariplo Factory è la società benefit di Fondazione Cariplo che accompagna imprese, startup, istituzioni e realtà a impatto nello sviluppo di progetti orientati alla crescita, alla sostenibilità e all’innovazione comunitaria. La sfida Obiettivi
Costruire tre identità per tre sfide sociali molto diverse, tenendole insieme senza uniformarle. Dare a ogni brand una voce autonoma e riconoscibile, mantenendo allo stesso tempo un filo comune con l’universo Cariplo.
Costruire tre sistemi di brand distinti, inclusi di naming e payoff, capaci di rispondere a bisogni e interlocutori diversi senza cadere nell’astrazione istituzionale o nella semplificazione.
No profit
2025 - 2026
Insight
un filo rosso
Il riferimento a Fondazione Cariplo doveva esserci, ma senza emergere come dominante. Una presenza discreta, ma riconoscibile. Dare continuità, ma lasciando spazio ai singoli progetti e ai loro interlocutori.
legame con la fondazione
Il progetto dedicato ai Neet (acronimo inglese di Not in Education, Employment, or Training) doveva evitare due trappole: il tono paternalistico e l’eccesso di istituzionalità. Serviva un’identità capace di parlare a un pubblico giovane con energia e direzione, senza perdere credibilità. Il punto non era raccontare una condizione in negativo, ma rimettere al centro la possibilità di ripartire.
sfida neet
La seconda sfida si muoveva su un equilibrio delicato: parlare di infanzia senza diventare infantile, e mantenere una dimensione seria e progettuale senza raffreddare il racconto. L’identità doveva tenere insieme vicinanza, esplorazione e metodo, trovando un linguaggio capace di dialogare con più sensibilità.
sfida infanzia
Il progetto dedicato alla disabilità doveva parlare a un sistema molto ampio: persone con disabilità, famiglie, enti, territori e cittadinanza. La complessità stava qui. Costruire un brand inclusivo e comprensibile, capace di trasmettere autonomia e forza, evitando sia l’astrazione istituzionale sia i codici visivi legati alla pietas.
sfida disabilità
Strategia
Creare un fil rouge visivo capace di accomunare e richiamare i tre brand, senza uniformarli. Un segno comune, discreto ma riconoscibile, per dare continuità al sistema e lasciare autonomia a ogni identità.
Fil rouge
Elemento visivo comune
Il filo rosso che tiene insieme i tre brand prende forma in una rilettura originale e discreta del logo di Fondazione Cariplo.
In ciascun marchio ritornano infatti due elementi ricorrenti, il triangolo e il semicerchio, ripresi e rielaborati a partire dal pittogramma della Fondazione. Un richiamo minimo, ma sufficiente a costruire continuità tra le tre identità e a renderne leggibile l’origine comune.




ZeroNeet
Naming e Payoff
ZeroNeet adotta un naming diretto, immediatamente riconducibile al tema e quindi forte sul piano della riconoscibilità. Il payoff “Tutta un’altra strada” sposta il racconto dalla condizione di partenza alla possibilità di cambiamento, senza usare un tono paternalistico o salvifico. Breve, memorabile e coerente con l’impianto visivo del brand, centrato su percorso, direzione e trasformazione.

Branding
L’identità visiva di ZeroNeet è costruita attorno al concetto di percorso. Nel logo, la figura umana sostituisce la “o” e porta subito al centro la persona, mentre la doppia “ee” si trasforma in una curva a doppia ansa che termina in una freccia. Il segno sintetizza così un tragitto non lineare, fatto di deviazioni, ostacoli e ripartenze ma che procede sempre. Attorno a questo nucleo si sviluppa un sistema visivo ad alto contrasto, costruito in dark mode, con il giallo come colore primario e con elementi grafici che riprendono il linguaggio urbano: curve, triangoli, strisce, wayfinding. Il risultato è un’identità giovane, diretta e riconoscibile, che dialoga con la street culture senza limitarsi a citarla.









Anita
Naming e Payoff
Anita richiama un riferimento storico preciso, legato ad Anita Garibaldi e al Fondo Garibaldi, una delle iniziative con cui Fondazione Cariplo sostenne la costruzione di asili e il supporto alle famiglie bisognose in Lombardia. Il naming recupera quindi una radice già presente nella storia della Fondazione, ma la traduce in un nome breve, semplice e accogliente. Il payoff L’infanzia prima compensa il carattere più evocativo del naming con una formulazione esplicita, che chiarisce subito ambito e priorità del progetto. Il gioco tra “prima infanzia” e “infanzia prima” rende il messaggio più netto senza appesantirlo.

Branding
L’identità visiva di Anita nasce dall’incontro tra due registri: il rigore della ricerca e il mondo della prima infanzia. Il logo utilizza una struttura tipografica controllata e minimale, dentro cui il triangolo e il semicerchio si ricompongono in una matita: elemento ponte tra chi disegna e chi annota, tra esplorazione e osservazione. Attorno a questo segno si costruisce un sistema fatto di forme semplici, segni a matita, numeri e simboli disegnati a mano, con un equilibrio costante tra precisione e calore. Anche la palette e le immagini seguono questa direzione: colori chiari, accenti morbidi, fotografie desaturate, pulite, quasi scientifiche, ma mai fredde. Il risultato è un’identità che parla di infanzia senza infantilizzarla e di ricerca senza irrigidirla.







Destinazione Autonomia
Naming e Payoff
Destinazione Autonomia usa un naming dichiarativo, costruito per rendere subito leggibili obiettivo e direzione del progetto. “Destinazione” introduce l’idea di percorso, mentre “Autonomia” definisce il punto di arrivo con un tono chiaro e istituzionale. Il payoff La tua storia, insieme. aggiunge una dimensione più personale e relazionale, mettendo insieme unicità del percorso e dimensione collettiva del supporto.

Branding
L’identità visiva di Destinazione Autonomia si fonda su un segno-direzione chiaro e leggibile. La freccia introduce l’idea di percorso e orientamento, mentre il logotipo mantiene solidità e immediatezza. Dentro questa costruzione entrano anche due richiami al logo di Fondazione Cariplo: il triangolo, usato per definire la rientranza della freccia, e il semicerchio, inserito nella “o” di “Destinazione”. Il sistema visivo si sviluppa poi attraverso una palette energica ma accessibile, con toni profondi e accenti più luminosi, e attraverso un uso coerente della freccia come pattern, linea di percorso e maschera grafica. Anche la fotografia segue una regola precisa: persone con disabilità ritratte in contesti quotidiani, attivi e non assistenziali, per sostenere un racconto centrato su autonomia, autodeterminazione e presenza.





